Feed Gusto, notizie dal mondo dei prodotti tipici italiani, formaggi, vini e altri gustosi prodotti della cucina

La ricerca del tempo perduto

proust1.jpgAll’inizio era il nulla e poi fu un quadro astratto, un film, una sinfonia. Di quelle creazioni noi siamo i figli. Non saremmo ciò che siamo senza Caravaggio o Bach, senza Proust o Fellini, senza Gershwin o Brunelleschi. Senza di loro il paesaggio del mondo, l’intensità delle nostre emozioni, i percorsi della nostra fantasia sarebbero diversi. La consapevolezza di noi stessi sarebbe diversa. Un quadro, persino una luce sullo sfondo di un paesaggio; una musica, persino un’accennata melodia; un film, persino una semplice inquadratura possono entrare dentro di noi, scoprirci, cambiarci.
La ricchezza e la velocità della vita quotidiana, il repentino sorgere e sparire delle cose concrete, il consumarsi degli odori, dei sapori, delle luci che il nostro tempo frenetico e bulimico ha provocato finiscono, in fondo, col restituire ai linguaggi della cultura il valore delle madeleines della “Ricerca del tempo perduto” di Proust.
E’ bello lo stupore delle emozioni che vive Marcel quando, assaggiando una petite madeleine a casa della madre, viene assalito da una misteriosa sensazione di gioia e di benessere. Poi Marcel comprende che il segreto di quella gioia è dentro di lui, nella sua memoria.

“Ma quando di un lontano passato non rimane più nulla, dopo la morte delle creature, dopo la distruzione delle cose, soli e più fragili ma più vivaci, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore permangono a lungo, come anime, a riconoscere, ad attendere, a sperare, sulla rovina di tutto, a sorreggere senza tremare loro, goccioline quasi impalpabili, l’immenso edificio del ricordo.”

Oggi sono proprio i suoni, le luci, le immagini le nostre madeleines. La nostra vita è immersa in un oceano di segni e alcuni di loro arrivano, come conoscendo la via di casa, alla nostra memoria, alle nostre emozioni, al nostro cuore.

Tags associati:No Tags

Vai al post originale