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Reclame

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La recente nuova campagna pubblicitaria dell'Asti spumante ha accompagnato le nostre festività natalizie. Sono convinto che le vendite di questo prodotto che già marciava con il vento in poppa ne abbiano tratto ulteriore beneficio. D'altronde sono stati investiti per tale operazione, della durata di 4 anni, ben 40 milioni di euro, ed il video clip che abbiamo visto passare innumerevoli volte in tv era molto bello, come già fatto osservare da più autorevoli commentatori tra cui Quintomiglio.

Una volta si chiamava reclame una iniziativa che aveva come scopo semplicemente aumentare le vendite di un determinato prodotto. Poi è stato scoperto Watzlawick e l'obiettivo è diventato comunicare quel prodotto attraverso il Marketing.

Adesso leggo testualmente che l'obiettivo della campagna dell'Asti è "il cambiamento della percezione attuale che il consumatore italiano ha del vino piemontese ottenuto dal moscato bianco. Una percezione che, secondo quanto risulta dalle ricerche di mercato, associa l'Asti DOCG quasi esclusivamente alle festività e lo interpreta come un prodotto economico, legato alla grande distribuzione e, nonostante il disciplinare di produzione controllata e garantita, non riconducibile alla zona di origine. Un prodotto che, dopo decenni di sedimentazione di queste valutazioni, viene considerato vecchio, incapace di adattarsi ai cambiamenti degli usi e dei costumi degli italiani. La nuova comunicazione vuole partire dalle radici di questo vino, con la finalità di ricollegare l'Asti DOCG al suo territorio e di riposizionarlo come prodotto di qualità."

Probabilmente nei prossimi tre anni esordiranno eccellenti millesimati di Cinzano, grand cru di Riccadonna, o anche discreti Bosca satén. Per il momento quella appena vista mi è sembrata solo una ottima reclame.

Luk

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