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Il caffè italiano alla conquista degli U.S.A.

illy-caffe.jpgBoutiques eleganti, tazzine di design. Così il caffè italiano sbarcherà a Manhattan. Per fare la guerra a Starbucks, multinazionale americana, ed ai suoi megacappuccini nei bicchieri di cartone. Parola di Andrea Illy, amministratore delegato dell’ omonima azienda, intervistato dal New York Times – versione online – sui programmi relativi a “Espressamente”, catena di bar per intenditori, finora 140 nel mondo. “Entro i prossimi cinque anni se ne aggiungeranno altri 500” – annuncia Illy al New york Times.
Punti vendita di caffè ed altri prodotti, che il quotidiano americano descrive come vere e proprie boutiques alla moda, in stile Gucci: “I negozi possono essere piccoli, ma sempre in locations di primo piano, come quello di Parigi, accanto all’Opéra Garnier”. Poi il quotidiano si lancia in un confronto di prezzi, sempre facendo riferimento alla stessa casa di moda: “Il suo caffè non è necessariamente il più costoso.
Un cappuccino in un Illy shop a Parigi costa 3,50 euro, equivalenti a 4,65 dollari, simile al prezzo di Starbucks.” Dopo passa ad esaltarne i prodotti: “Nei bar non si vende solo caffè, ma anche tazzine ed accessori disegnati da artisti contemporanei come Koons, Michel Lin e Joep van Lieshout”.
Il New York Times sembra quindi apprezzare l’azienda ed i suoi progetti di espansione, specificando che, quanto ai concorrenti globali come Starbucks, “i produttori italiani stanno combattendo per posizionarsi come oggetto per intenditori, molto più di quanto abbiano fatto le catene di coffee shops negli USA.” E conclude: “Parte del dinamismo del mercato deriva dall’interazione tra venditori di caffè su larga scala come Starbucks ed aziende di nicchia come Illy, Segafredo e Lavazza. Illy non teme che i big players distruggano quelli piccoli”.

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