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L’italiano diventa nazionalista sotto l’albero di Natale

Fra le inversioni di tendenza che si registrano ormai di frequenza eccone una positiva: l’esterofilia italica diventa sempre più piccina.

spumanti-italiani.jpgLe feste natalizie, misurate nei consumi di gola, dicono che il made in Italy vince e convince:
Sempre meno caviale, sempre meno salmone, sempre meno ostriche! Legapesca dichiara che per i tre prodotti citati il calo è del 15%. L’interesse per le delizie nostrane si orienta soprattutto verso i 453 vini marcati Doc, Docg, Igt, i prodotti gastronomici con i bollini Dop e Igp (sono ben 155 e rappresentano il 20% della Comunità Europea), i 4255 prodotti tradizionali regionali, le DeCo, e i tanti prodotti di nicchia, anche senza marchi, presenti in tutto lo stivale.
Si sono privilegiati di più gli acquisti presso i mercatini e direttamente dagli agricoltori, +5,5%, la Coldiretti è soddisfatta nel comunicare il dato: per un aumento nella spesa fra cenone della vigilia e pranzo di Natale pari all’8% equivalente a 2,87 miliardi di euro.
Quindi alimentazione e confezioni alimentari come regali che vogliono caratterizzare uno stile di vita che ha reso il cittadino italiano orgoglioso del loro paese e invidiato da tutti all’estero.
Natale e capodanno con i prodotti che diffondono anche l’immagine e la qualità del territorio come pandoro, panettoni e torroni, formaggi e salumi locali, miele, conserve, vini, olio d’oliva extravergine novello di qualità e frutta e ortaggi di stagione.
Ed i brindisi casalinghi? Possiamo stare tranquilli: è italiano il 97%: su 35 milioni di bottiglie di spumante (20 dei quali dolce), la concorrenza dello Champagne si aggira sul milione di tappi.

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