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Il Burson e i suoi “rivali”

ragazzini-a-sx-riceve-il-riconoscimento-al-burson.jpg Si è svolta anche quest’anno la degustazione alla cieca di vini di alto pregio organizzata dall’enologo Sergio Ragazzini e dal Consorzio “Il Bagnacavallo” di Bagnacavallo (RA). L’iniziativa è nata tre anni fa con l’intento di far apprezzare i pregi del Burson “grande” rosso, ancora poco conosciuto, prodotto con il vitigno autoctono Longanesi.
L’idea, che peraltro evidenzia la sicurezza dei produttori relativa alla qualità del vino in questione, è stata realizzata all’agriturismo Cà Vecchia , dove sono stati allestiti i tavoli da degustazione. bottiglie-a-confronto.jpgDavanti a ciascun invitato, sulla tovaglietta numerata d’obbligo, erano posti cinque bicchieri nei quali sono stati versati i cinque vini in gara, con la bottiglia rigorosamente coperta: Burson etichetta nera, Carmenere, Michelangiolo, Tempranillo, Primitivo. Nonostante Sergio Ragazzini, l’enologo del Consorzio, abbia illustrato i vini in degustazione, è stato veramente arduo individuare i prodotti e altrettanto difficile decretare il vino migliore!

cavecchia-momenti-di-degustazione.jpgLa cena, da abbinare a questi importanti vini è stata curata personalmente dal proprietario dell’agriturismo, Vincenzo Zoli.
L’antipasto era costituito da crostini ai fegatini, fagottino al prosciutto e formaggio con aceto balsamico. Il primo di strozzapreti al Burson, con radicchio trevigiano, prosciutto di Parma e formaggio di fossa, ben si sposava con la corposità dei vini i quali ripulivano il palato con i loro tannini non aggressivi per lasciare il posto ad un altro primo piatto: il cappello del diavolo con pancetta affumicata e semi di papavero.
A seguire straccetti di vitellone al Burson con polenta; filetto di maiale steccato con radicchio e patate al forno. Come dessert: mousse al cioccolato.
Alla fine della serata, dopo la raccolta delle schede di valutazione, è apparso evidente che tutti i vini avevano ottenuto un alto livello di gradimento. Ma quest’anno i presenti hanno proclamato vincente il Burson davanti al Michelangiolo seguito da Tempranillo, Carmenere e Primitivo.

Per i più curiosi ecco le schede dei vini in gara fornitemi gentilmente dall’enologo Sergio Ragazzini, che ringrazio!

CARMENERE, prodotto dalla Cantina Rothschild
Originario della valle del Rapel, regione centrale del Cile, nella zona di S.Cruz.

Notizie sul vitigno:
Sinonimi: Cabernet, Cabernet grande, Cabernet Cosmo, Uva Francesca.
Cenni Storici: vitigno raro diffuso nel Medoc all’inizio del ‘700. Oggi e’ praticamente quasi scomparso in Francia, mentre e’ presente in Cile, scambiato per Merlot, ed in Italia (soprattutto in Trentino, Veneto e Friuli) dove e’ stato confuso con il Cabernet Franc e dove e’ stato recentemente riscoperto.
Caratteri Ampelografici: foglia media, pentagonale - grappolo medio, cilindro-conico, con ali e spargolo - acino piccolo, sferico, con buccia spessa e consistente, ricca di pruina, di colore nero.
Maturazione: medio-precoce
Vigoria: elevata
Caratteristiche del vino: se ne ricava un vino robusto, alcolico da uno spiccato sapore erbaceo.

TEMPRANILLO, prodotto dalla Cantina Riscal
Originario della terra di Castiglia, zona centrale della Spagna.

Notizie sul vitigno:
Sinonimi: Tempranillo de Roija
Generalità: vitigno originario della Spagna, esattamente della Rioja
Maturazione: precoce. La tendenza a maturare precocemente potrebbe essere all’origine del nome (temprano in spagnolo significa presto).
Vigoria: buona. La sua uva è caratterizzata da buccia spessa e ricca di tannini, che apporta contributi fondamentali in termini di colore, longevità e aromi.
Caratteristiche del vino: se ne ricava un vino dalla elevata alcolicità, ma carente di acidità, dal colore molto intenso

PRIMITIVO, prodotto dalla Cantina Majo Norante
Originario della Puglia, zona di S. Severo.

Notizie sul vitigno:
Sinonimi: Morellone, Uva di Corato, Uva della pergola, Primitivo di Gioia, Primitivo di Manduria.
Cenni storici: vitigno dalle origini incerte; alcuni lo ritengono originario della Puglia, dove è largamente diffuso, altri della Dalmazia e successivamente importato in Puglia.
Ha moltissime carattaristiche simili allo Zinfandel e deve il suo nome alla maturità particolarmente precoce.
Caratteri Ampelografici: foglia media, pentagonale, pentalobata - grappolo medio, conico-cilindrico allungato, mediamente compatto con una o due ali - acino medio sferoidale con buccia ricca di pruina di colore blu.
Maturazione: precoce
Vigoria: media
Caratteristiche del vino: se ne ricava un vino rosso dalla carica antocianica intensa, ha profumi speziati, elevata alcolicità, mediamente acido.
Fino a poco tempo fa, veniva usato come vino da taglio, ma negli ultimi anni, grazie al lavoro di alcuni produttori, questo vitigno riesce a dare vini di ottima qualità.
Rientra nelle DOC Primitivo di Manduria, Salice Salentino e Gioia del Colle.

SANGIOVESE DI ROMAGNA MICHELANGIOLO prodotto dalla Cantina Calonga Castel Leone (FC).

Notizie sul vitigno:
Sinonimi: Brunello, Morellino, Prugnolo, Pignolo rosso.
Generalità: probabilmente vitigno autoctono della Toscana. Anche se le prime documentazioni risalgono al 18° secolo, si pensa che fosse conosciuto già dagli Etruschi.
Esistono moltissimi cloni; i due più diffusi sono: Sangiovese grosso al quale fanno parte il Brunello, Prugnolo e Sangiovese di Greve in Chianti, e il Sangiovese piccolo.
Rappresenta uno dei vitigni più diffusi in Italia; attualmente viene coltivato anche in Argentina, nella provincia di Mendoza, e in California.
Caratteri Ampelografici: foglia media, pentagonale, pentalobata - grappolo medio, cilindrico-piramidale, fornito di una o due ali - acino medio con buccia ricca di pruina, consistente, di colore nero-violaceo .
Maturazione: medio-tardiva
Vigoria: elevata
Caratteristiche del vino: se ne ricava un vino dal colore rosso rubino intenso, il sapore è asciutto con buona tannicità e leggermente amarognolo.

BURSON, prodotto dalla cantina Tenuta Uccellina di Russi (RA)

Notizie sul vitigno:
Sinonimi: Longanesi, Negretto Longanesi.
Cenni storici: vitigno scoperto a Bagnocavallo (Ravenna), attorno agli anni ‘20 da Longanesi, da cui prese il nome. Venne trovata arrampicata ad una quercia, ed inizialmente si pensò che fosse un biotipo del negretto.
Caratteri Ampelografici: foglia media, pentagonale, pentalobata - grappolo medio, conico-cilindrico, allungato, alato, può essere mediamente compatto o spargolo - acino medio-grande, sferico con buccia consistente di colore blu-nero.
Maturazione: media
Vigoria: molto buona
Caratteristiche del vino: se ne ricava un vino dai riflessi violacei; di sapore leggermente amarognolo, è acido, astringente e di buona struttura.

Il Consorzio “Il Bagnacavallo” ha registrato il vino ricavato dall’Uva Longanesi con il nome “Burson” e ne tutela le caratteristiche con un disciplinare di produzione.
In commercio il Burson si trova in bottiglie personalizzate con il logo del Consorzio, nelle due tipologie: etichetta blu, con invecchiamento di 6/8 mesi in tonneaux da 500 litri ed etichetta nera con invecchiamento di 16/18 mesi in tonneaux da 500 litri oppure 10 mesi in tonneaux ed altri 10 in fusti di capacità superiore.

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