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Vino

Free blogger

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Ci avevano già provato qualche tempo fa. Ci stanno riprovando ora, ne parla anche Punto Informatico. In due parole, obbligare la gran parte dei blogger a registrarsi al ROC (registro degli operatori della comunicazione), con conseguente passibilità alle leggi penali in campo editoriale. A me la cosa come ebbi già modo di dire non mi tange più di tanto dal momento che anche senza essere sul ROC non c'è voluto molto per essere coinvolto in vicende giudiziarie (recensione offensiva per un ristorante inviata da un lettore). Non servendo a questo scopo secondo me c'è da pensare che la registrazione al ROC serva piuttosto a "controllare" le varie fonti potenzialmente "pericolose".

C'è questa iniziativa di Grillo di scattarsi una foto con in mano un cartello "free blogger", ci vuole un secondo, se lo facciamo tutti...perché la cosa non passi sotto silenzio. Si finisce anche sulla home di Grillo per qualche minuto. Attimi di notorietà ! :-)

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Staccata la spina allo spam

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Dopo la chiusura di McColo, fornitore di servizi di Hosting con sede a San Jose, Repubblica online di oggi segnala entusiasticamente l'eliminazione del 75% dello spamming mondiale.

Sono ben lieto per l'effetto sullo spam, ma vorrei qualche dettaglio in più, giusto per capire se con l'acqua sporca si è buttato via anche il bambino oppure no. In pratica, McColo è il fornitore di servizi di hosting utilizzato da uno dei maggiori spammer del mondo, i fornitori di connettività di McColo hanno "staccato la spina" all'hoster interrompendo la connettività di questi signori e di conseguenza allo spammer. Per quanto come ognuno di voi sarò ben felice se veramente da oggi assisterò ad un drastico calo di spam nell mie caselle di posta elettronica, il fatto che possa essere staccata la spina a qualcuno provocandone in un istante la morte, specialmente fino a che questo qualcuno non è il diretto "colpevole" ma un fornitore di servizio - sicuramente connivente, ci mancherebbe, ma.. - mi incute timore.

E' una buona occasione per ricordare che il futuro del sapere e della conoscenza, il bello e il cattivo tempo, l'esistenza o non esistenza di una realtà online, nel bene e nel male, dipenderà sempre più dai fornitori di connettività che acquisiscono ogni giorno un potere di livello non più facilmente misurabile. Se penso per esempio che il mio lavoro è completamente basato sull'online e sebbene io non abbia nulla da temere al momento non avendo fatto mai nulla di illegale, la sola possibilità che ciò possa accadere da un momento all'altro un po' mi spaventa.


[Foto credit: evotional.com]

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Dedicato alla mia generazione

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Lieviti indigeni

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Mentre è sempre maggiore il numero di vignaioli che si dedicano con soddisfazione a sperimentazioni di vinificazione senza aggiunta di lieviti selezionati e quindi solo con lieviti indigeni presenti sulla buccia delle uve, ci sono aziende enologiche che stanno lavorando a progetti interessanti sui lieviti autoctoni. Se ne parla per esempio in questo video dell'azienda veneta Oliver Ogar e nei relativi commenti tra i quali mi pare interessante riportare la risposta ad una mia domanda ad Alessandro Bertocchi sul progetto Lievita:


Lievita-Selezione Italica è un progetto per la selezione, sperimentazione e produzione industriale di piccoli lotti di lieviti enologici autoctoni italiani destinati alla vinificazione. Promosso da Oliver Ogar Italia, il progetto è stato pienamente condiviso dal MIUR e prevede un investimento di 8,4 milioni di euro, di cui 5 milioni circa co-finanziati dallo stesso Miur. Il progetto è inedito ed esclusivo sia in Italia che all'estero. Non esiste infatti nel nostro Paese un impianto dedicato alla produzione di soli lieviti enologici e non c'è, nel mondo, nessuna azienda che produca ceppi selezionali in funzione del territorio e del vitigno a cui sono destinati. Oliver Ogar Italia ha sviluppato il progetto in due direttrici: da un lato la ricerca e dall'altro lo sviluppo e la produzione industriale. L'attività di ricerca è in collaborazione con istituzioni pubbliche come Veneto Agricoltura, l'Università di Udine e l'Istituto Sperimentale per l'enologia di Velletri ed è finalizzata ad individuare, selezionare e sperimentare ceppi di lievito tipici dei diversi territori. L'obiettivo è quello di associare alle uve caratteristiche di una specifica zona i ceppi di lieviti tipici di quella medesima area per poter valorizzare l'origine e la tipicità dei vini in modo globale.


Quel che è certo, è che da tutti gli assaggi da me condotti in questi ultimi anni su vini ottenuti da lieviti indigeni ho sempre evidenziato alcune caratteristiche comuni e distintive rispetto a vini ottenuti con lieviti selezionati :

- tannini più importanti
- migliore estrazione
- miglior colore
- maggior longevità
- vini più "rustici"
- splendida integrità di frutto

Nel complesso, vini forse un poco meno eleganti ed immediatamente equilibrati ma più longevi ed espressivi, soprattutto in carattere. Che ne pensate ?


[Foto credit: Lieviti indigeni, di Cascina I Carpini]

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Luca Zaia su Vinix

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E' stata accolta con particolare clamore dagli abitanti del network, la registrazione su vinix del Ministro Luca Zaia. E' una notizia? Molto probabilmente no ma dal punto di vista di chi ha investito tempo e denaro nella creazione di questa piattaforma aperta per gli operatori e gli appassionati del settore wine & food e al di là di ogni colore politico, vedere la partecipazione da parte di istituzioni importanti fa piacere, a prescindere.

Ad onor del vero, la registrazione non è casuale ma stimolata da un invito via e-mail che avevo indirizzato al Ministro alcuni giorni fa (non più di dieci). Sono rimasto comunque sorpreso del fatto che tale invito sia stato raccolto e che lo sia stato in tempi così rapidi (per un Ministro). Spero soltanto che, direttamente o - molto più facilmente - attraverso persone delegate appositamente dal Ministro a questo compito, di questo account istituzionale venga fatto buon uso, sfruttando al meglio tutte le possibilità di contatto, relazione e promozione che questa piattaforma mette a disposizione gratuita di tutti coloro che intendono utilizzarla.

In effetti, non saranno moltissimi, ma già alcune migliaia di operatori della filiera sono lì, pronti per essere contattati e coinvolti. Ogni giorno partono nuovi dibattiti lanciati direttamente da vignaioli, agenti, ristoratori, blogger o semplici appassionati, una nicchia estremamente preziosa dove raccogliere feedback, coltivare idee e far crescere progetti. Spero che il Ministro o il delegato se ne accorgano e colgano questa opportunità.

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Post delegato sul Novello

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Immancabile il consueto post sul Novello (a proposito, ma avete notato che ogni anno parliamo quasi sempre delle stesse cose ? Come uscirne ?).

Fermo che sarebbe bene poter bere dei novelli ottenuti da completa macerazione carbonica e non solo in parte - se caratterizzato deve essere, che lo sia fino in fondo, altrimenti è un vino come un altro.. - sono talmente d'accordo con questo post sul novello scritto da Veronica di Donnardea che lo prendo a prestito per esporvi il mio parere su questo tipo di prodotto.


[Foto credit: Luigino Zago]

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Obama, vino, protezionismo

C'è un bel post su vinix dove si discute tra le altre cose di Obama, di vino e di protezionismo. Nei vari commenti alcuni si stupiscono ed altri criticano l'eccessiva idealizzazione del nuovo presidente americano ma a tutto o quasi c'è una spiegazione, anche al di là delle qualità oggettive della persona.

L'altra sera, a Ballarò, sono rimasto colpito dalla tenerezza con la quale la giornalista della CNN assisteva alla nostra attenzione verso la vicenda delle presidenziali americane. Questo la dice lunga su un fatto. Noi italiani sogniamo per corrispondenza quando parliamo di politica perché qui in casa nostra non ci è dato farlo. L'America in questo ha sempre rappresentato - almeno pre-bush - un riferimento per chi di noi ama sognare. Ecco, Obama è un po' l'alterego della nostra gerontocrazia corrotta e impunita delle leggi antiprocesso e non continuo che è meglio. Forse è per questo che ci piace tanto, almeno per ora, che è ancora "vergine".

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Vini di Vignaioli 2008

Anche quest'anno si è svolta a Fornovo nei giorni 2-3 Novembre, la manifestazione Vini di Vignaioli, organizzata dall'instancabile Christine Cogez-Marzani, ristoratrice a Parigi nel locale L'Appennino, e anche quest'anno Christine è riuscita a radunare nel piccolo borgo della Val di Taro un bel numero di produttori accomunati dall'approccio biologico o biodinamico alla coltivazione della vite e alla trasformazione dell'uva in vino. Nel senso più stretto questo significa non usare alcun prodotto chimico nè in vigna nè in cantina, lasciare che la fermentazione sia determinata dai lieviti naturalmente presenti nell'ambiente, non praticare alcuna tecnologia enologica che implichi l'introduzione nel vino di sostanze esterne quali chiarificanti, stabilizzanti ecc, non filtrare il vino ottenuto. Diciamo subito che questa interpretazione non è messa in pratica quasi da nessuno. In senso molto più ragionevole i produttori di vini naturali sono invece accomunati da un uso il più limitato possibile in vigna dei composti del rame e dello zolfo per il controllo delle malattie (quindi nessuna altra sostanza chimica di sintesi), da un impiego preferibile di lieviti indigeni anziché selezionati (anche se questi ultimi non sono da tutti esclusi, così come addirittura gli enzimi), da un impiego moderato dell'anidride solforosa come unico additivo chimico in vinificazione, e da limitate chiarifiche e filtrazioni del vino. Come si vede c'è una certa elasticità nell'interpretazione di questi concetti, fonte spesso di diatribe e fraintendimenti che sono state all'origine delle spaccature e della frammentazione del movimento biologico-naturale. I vignaioli presenti a Fornovo sono invece selezionati e garantiti direttamente da Christine, che ha oramai stretto con tutti rapporti di vera amicizia e fiducia reciproca. Chiariamo che non è stata una cosa facile, e che agli inizi i prodotti proposti a "Vini di Vignaioli" non sempre erano all'altezza. Nel corso degli anni però la crescita del livello qualitativo è stata evidente e costante, e vignaioli prima tecnicamente un po' zoppicanti, hanno piano piano trovato una loro cifra stilistica, una direzione di miglioramento che li ha condotti quest'anno ad un livello medio molto alto, con punte di vera eccellenza. Quello che segue è un limitato e parziale spaccato di "Vini di Vignaioli 2008", un piccolo insieme di impressioni e considerazioni del tutto personali su produttori e prodotti, basato sulla visita di domenica 2 Novembre alla manifestazione. Vai al post originale...

Un po' di nutella per il Ministro Zaia

Leggo con interesse il post che il MInistro delle Politiche Agricole Onorevole Zaia ha pubblicato sul suo Blog. Mi sembra interessante che un Ministro in versione 2.0 chieda ai propri lettori opinioni in merito alle frodi alimentari, consigliando giustamente di "..comperare cibi con una chiara denominazione d’origine..". Vai al post originale...

Vissani in Val di Vara

Mi rendo conto di diventare un po' Val-di-Vara-centrico, ma come ignorare il passaggio estivo in valle del più famoso cuoco italiano? Eccolo qui in tutto il suo splendore nel borgo medioevale di Brugnato durante la registrazione della rubrica di Uno Mattina Sabato e Domenica Estate andata in onda il 13 Settembre 2008, nel finale insieme a Massimo, patron della raccomandabilissima Taverna dei Golosi. Buona visione! Luk Vai al post originale...


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