Feed Gusto, notizie dal mondo dei prodotti tipici italiani, formaggi, vini e altri gustosi prodotti della cucina

Vino

Palle e palloncini

Se, come me, pensate sia una decisione priva di senso quella di portare il limite legale del tasso alcolico nel sangue a 0,2% (ora è 0,5%, espresso in grammi di alcol ogni 100 ml di sangue), anziché intensificare e rendere efficaci i controlli, potere copiare la lista in calce di indirizzi di posta elettronica dei componenti della commissione parlamentare trasporti (che a gennaio deciderà in merito) e spedire loro questa lettera, diffusa su Facebook. Non servirà a nulla, ma tanto vale provare, no? Luk Vai al post originale...

Fa un certo effetto

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Questa è l'immagine della homepage di TigullioVino.it da questa mattina e fa un certo effetto vederla così dopo nove lunghi anni senza mai nessuna pausa. Contiamo di ritornare, più belli e leggibili di prima, i primi giorni di gennaio. Sempre che non soccombiamo prima al lavoro di importazione (manuale) dei vecchi contenuti sul nuovo sito.

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Io mi sento Italiano

Io mi sento Italiano quando Alfonso si domanda come sapere se sono Italiano. Mi sento Italiano anche quando Gianpaolo non vuole essere Italiano. Mi sento Italiano quando Michele annusa e scappa. Mi sento Italiano anche quando Domenico vuole vendere buoni vini Italiani in America e Tracie si fa una bella pasta e fagioli. Mi sento Italiano quando mi da fastidio notare i miei difetti, e quando li riconosco tutti. Mi sento Italiano quando mi dispiace di essere Italiano e quando sono contento di essere Italiano. Mi sento Italiano quando bevo Tavernello, ma anche quando bevo Brunello. Mi sento ancora più Italiano quando bevo Barolo. Non potrei mai essere diverso, perché sono Italiano. Luk Vai al post originale...

La paura del prezzo

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Capita, con una certa frequenza, che alcune aziende prenotate per l'invio campionatura vini a TigullioVino.it per la degustazione e la recensione (colgo l'occasione per ricordare a tutte le aziende in attesa della pubblicazione dei risultati che questa avverrà nei primi giorni del 2009 in occasione del lancio del nuovo sito), richiedano che i prezzi franco cantina applicati alla ristorazione non vengano pubblicati. E' una richiesta che nell'ottica di trasparenza che da sempre contraddistingue l'operato di TigullioVino.it non può trovare soddisfazione. E' nostra prassi infatti, da sempre, richiedere all'azienda il prezzo dei propri vini alla ristorazione per indicarlo così all'interno delle nostre schede, ricavando anche da questo il prezzo medio in enoteca (che noi otteniamo aggiungendo il 45% circa di ricarico sul prezzo di origine più l'iva). Credo che questo genere di remora sia sintomatico di un modo di fare commercio e, peggio, di relazionarsi con i propri clienti che personalmente considero vecchio. Siamo nell'era della conversazione globale, del rapporto alla pari con il cliente, della trasparenza. Comprendo che i molteplici rapporti commerciali con altrettanti interlocutori complichino le cose e talvolta impongano una certa riservatezza sul punto ma credo al contempo che il bene più prezioso che il produttore di vino dovrebbe ricercare oggi (come ieri) sia rappresentato dalla fedeltà e dalla fiducia del proprio potenziale cliente. Fedeltà e fiducia che certamente non può essere ottenuta interponendo barriere di questo tipo. Vogliamo smetterla di avere paura ? Paura di cosa poi ?

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Feisbuc

Facebook (o Feisbuc come viene affettuosamente chiamato dagli utenti italiani) è la nuova mania della rete. Ma cose è in realtà? A cosa serve? Risposta alla prima domanda: è una diversa rappresentazione di internet, dove è possibile (in teoria) fare tutte le cose che si fanno in mille altri siti, ma tutte nello stesso ambiente, essendo in contatto costante e visivo con tutti i contatti o amici della propria rubrica. Questa è la sua forza Risposta alla seconda domanda: a tutto e quindi a niente. Questo è il suo limite. Non voglio aggiungere nulla alle tante critiche sociomassmediologiche già rimasticate in vario modo, ma mi piace fare una constatazione. Se si cercano con l'apposita funzione tutti i gruppi di discussione dedicati al vino, ne saltano fuori più di 500. Ognuno può creare un gruppo dedicato al suo vinello del cuore, e quindi è normale sia così. Ma quanto è il traffico dedicato al vino anche nei gruppi più frequentati? Praticamente zero. Quindi per riassumere Facebook sembra un enorme posto dove tutti fanno numero, ma dove nessuno fa nulla. E forse a questo serve: pausa, relax, cazzeggio, insomma la caffetteria aziendale, la pausa cappuccino, il brusio e il chiacchiericcio della rete che diventano sito. Basta non crederci troppo! Luk Vai al post originale...

Pronti, bio !

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Pensare che le risorse del pianeta siano inesauribili è pura illusione così come credere che il peseguimento di una continua crescita secondo gli attuali ritmi e modelli economici, sia possibile oltre che sostenibile. E' l'ora del bio, senza se e senza ma, soprattutto se vogliamo farlo crescere, migliorare e, se possibile farlo diventare normale. E' anche l'ora della filiera corta, a km zero, dei farmer market e dei minori passaggi di mano. E' l'ora di farsi l'orto (chi può) e cercare di diventare autosufficienti oltre che autosostenuti. Proviamo a fare la cosa giusta anche a costo di fare incazzare qualcuno.


Update

Aggiungo a corredo dell'esortazione un commento dell'amico Mike Tommasi inserite su un post analogo su vinix:


Il bio è una condizione necessaria ma non sufficiente.

- esiste il bio di pessima qualità
- esiste il vino da uve biologiche trattato con decine di additivi
- esiste il bio che viene trasportato per 8000km in aereo
- esiste il bio prodotto da aziende che pagano in nero i lavoratori o che li maltrattano
- esiste il bio industriale Californiano che manda in fallimento i piccoli produttori bio dello stato di New York
- esiste il pane da grano biologico tedesco impacchettato in cellophane che si conserva 12 mesi, non si sa come fa a rimanere "fresco" senza aggiunta di dosi incredibili di conservanti.

Datemi il biologico fresco, locale, di filiera corta, con certificazione che il prodotto è socialmente pulito ed esente da conservanti, e ad un prezzo che non limiti la clientela alle sole persone agiate.


[Disclaimer : sono reduce dalla visione dell'ultima puntata di Report]

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Professionisti del vino e non, regione per regione

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Dopo la prima visione d'insieme sulla distribuzione geografica degli abitanti di vinix a livello nazionale in base alla categoria, ancora mappe, questa volta regionali e relative alla distribuzione quantitativa degli abitanti di vinix nelle varie regioni per tutte le categorie, professionali e non. Più avanti, quando avremo una base dati sufficiente per farlo, sarà mia cura estendere questo tipo di analisi anche agli abitanti esteri, paese per paese.

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La politica ascolta ?

Vincoli di registrazione a registri della comunicazione per blogger o altri siti. Se ne parlava solo alcuni giorni fa insieme a buona parte della rete. Ne è sortita una decisione da parte di Romano Levi. Ecco un estratto della dichiarazione di Levi recentemente apparsa sul sito del Partito Democratico:

"Per la vastissima consultazione e il grande lavoro di analisi e riflessione su cui è stato costruito, considero il progetto di legge che ho depositato alla Camera una base preziosa per un confronto nel Parlamento e con gli operatori che porti finalmente a varare una organica riforma dell'editoria. Per queste ragioni, prima che il progetto di legge venga offerto alla discussione parlamentare in un testo definitivo, cancellerò dal testo il breve capitolo su internet. Discuteremo insieme se e come riempire quel vuoto."

Non male.

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Enrico Brun condannato a due mesi

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Ricordate quei due tizi che giravano per ristoranti senza pagare il conto segnalati l'anno scorso da Sadler, quindi da Paolo Marchi sulla sua newsletter e da qui dopo che ebbero truffato anche due amici ristoratori della zona ? Bene, grazie alla denuncia sporta dagli amici della Trattoria dei Mosto di Ne il giudice Carta del Tribunale di Chiavari li ha finalmente inchiodati.

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Uno per uno

Se un noto blogger nonché enotecaro è rimasto favorevolmente colpito dal pigato di Valleponci presentato a Genova nel corso dell'ultimo Critical Wine, nei freddi saloni del centro sociale okkupato Buridda (ndr. Buridda, per chi non lo sapesse, è un gustoso guazzetto di pesce Genovese a base di seppie), un altro blogger ha apprezzato tantissimo un vin santo toscano, non della zona classica ma delle Colline Pisane. Si tratta per la precisione del Vin Santo del Chianti Riserva DOC 2001 dell'Azienda Agricola Sorelle Palazzi, prodotto in modo assolutamente tradizionale con i vitigni Trebbiano (75%), Malvasia Toscana (15%) e Colombana (10%). Il colore è ambrato, con sfumature color miele. Al naso è una esplosione di frutta secca, agrumi, rabarbaro, note eteree con un fondo di nocciola in composizione molto armonica. In bocca ovviamente è dolce ma non sciroppato, sostenuto da una buona freschezza di base, e di lunga persistenza. Un vin santo come davvero se ne assaggiano pochi, tradizionale nella vinificazione, ma "moderno" per pulizia e carattere. Luk Vai al post originale...


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