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Vino

Bloggo anch'io, no tu no

Perché non è il caso di fasciarsi la testa sulla questione Blog.

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Su Aristide, si moltiplicano i commenti relativi al recente incontro tra produttori e comunicatori / blogger a Soave. Il punto nodale è : perché un produttore dovrebbe (o non dovrebbe) aprire un blog ? Quali le finalità e i vantaggi ? Quali le difficoltà e gli oneri ? Ciclicamente si torna sull'argomento, segno del grande interesse che circonda blog, blogger e affini. Mi perdonerà Giampiero se rilancio ed amplio quanto già si stava commentando altrove ma gli argomenti sul piatto sono di tale interesse e così attinenti con quanto occupa le mie giornate che il desiderio di uno spazio più ampio si è fatto esigenza.

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Il Pistocchi nella rete

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Avete presente quell'incredibile torta al cioccolato elaborata - no uova, no burro, no farina - nel profumatissimo laboratorio di Claudio Pistocchi in quel di Firenze ? L'assaggio rappresenta un'esperienza estatica e in molti soggetti, compreso il sottoscritto, provoca dipendenza. Erano anni che con Claudio ci si incrociava per la rete, una conoscenza antica che ha i suoi natali sul newgroup it.discussioni.ristoranti (proposto dal sottoscritto nell'ormai lontano 1999 se non erro) dove spesso Claudio posta le sue "rece"(nsioni), di ritorno dalle sue scorribande in giro per il mondo. Vi parlo di Claudio e della sua torta perché quest'anno ha deciso di farmi un bellissimo regalo partecipando, in qualità di espositore selezionato, alla Terza Edizione di TigullioVino.it Meeting. Sto completando proprio in questi giorni, il durissimo lavoro sulle adesioni al meeting che dura dai primi giorni di gennaio. La lista degli espositori sarà online dopo il 16 marzo (chiusura adesioni) ma visto che stamane ho fatto "outing" anche in casa Bonilli, ho pensato di rendere ufficiale la cosa. Chi ben comincia...

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Il vino dei Blogger - Capitolo 5: In viaggio con Luk

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Vi prego di scusare l'irriverente accostamento del titolo, ma non ho resistito!
Dunque, la cara Elisabetta mi ha passato il testimone e ora tocca a me la scelta del prossimo capitolo del Vino dei Blogger, iniziativa lanciata da Marco Grossi di Imbottigliato all'origine, sulla scia dell'americano wine blogging wednesday.

Bene, il dado è tratto e qui si parrà la vostra nobilitate!

Immagino che tutti abbiano visto Sideways - In viaggio con Jack, e ricordino l'esilarante frase di Miles "If anyone orders Merlot, I'm leaving. I am NOT drinking any fucking Merlot! ".
Magari qualcuno pensa che l'odio di Miles per il Merlot sia dovuto all'usanza californiana di utilizzare tale vitigno per produrre un mare di vini di basso livello che ne sfruttano unicamente l'elevata fertilità, ma in realtà il contrasto è più profondo e insanabile; infatti Miles odia il Merlot ma adora il Pinot Noir

E' sufficiente confrontare un grappolo di Merlot e uno di Pinot Noir per capire. Il primo è grande, alato, spargolo, esuberante; il secondo serrato, piccolo e compatto. Il primo è l'immagine dell'esuberanza, dell'apertura gioiosa, della voglia di concedersi. Il secondo manifesta immediatamente tutta la sua introversione, la sua cerebralità un tantino incazzosa e aristocratica. Lo stesso profilo lo si ritrova nei vini prodotti e nella psicologia di chi ama l'uno o l'altro.

Bene amici miei, per chi votate? Merlot o Pinot? Ecco il tema. Scegliete una bottiglia e parlatene. Le regole sono le seguenti:
-o Merlot, o Pinot Noir;
-le bottiglie devono essere prodotte in Italia. Lo so che i francesi "do it better", ma decido io e i vini devono essere italiani, non importa se altoatesini o siciliani, ma italiani;
-l'unico esentato dalla precedente regola è Joan Gómez Pallarès, che ovviamente è autorizzato a commentare prodotti spagnoli;
-non pongo limiti di budget, anche se non sarebbe originale dire che l'Apparita o il Masseto sono buoni vini.

Ecco, è tutto.....ah dimenticavo la scadenza. Avete a disposizione tutto il mese di Marzo per trovare il vostro Merlot/Pinot del cuore e convincere gli altri delle vostre ragioni!

Buon lavoro!


Luk


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Bannare un'azienda...anche gli spammer si convertono

Ricordate il mio post di qualche giorno fa relativo alla bacchettata che mi sono permesso di dare ad un'azienda vinicola del sud, solo dopo che questa aveva ormai tappezzato ogni angolo del network TigullioVino.it e Vinix.it con il proprio spam ? Bene, sembra che l'aver esposto l'azienda al pubblico ludibrio abbia sortito l'effetto sperato. Oddio, quasi.
Il ragazzo che si occupa della "comunicazione aziendale" - quella a base di spamming per intenderci - deve essersi reso conto di aver forse esagerato e, nonostante non abbia perso l'occasione di segnalarmi come tutta quell'operazione auto-screditante ed il post che ne è seguito siano stati in fondo utili perché hanno procurato tre nuovi clienti (!), ha mostrato profonda (non so se sincera) contrizione per l'accaduto ed ha chiesto di essere riabilitato alla registrazione ed all'utilizzo dei vari servizi del network. Li ho messi alla prova e, almeno per il momento, a distanza di alcuni giorni, pare si stiano comportando bene. Che si siano veramente riabilitati ? Che abbiano capito qualcosa, che la lezione sia servita ?

Pubblicità ne ha avuta già fin troppa ma, tanto per non fare nomi e cognomi, si tratta dell'azienda Antiqua Vinea di Santo Stefano del Sole (AV).

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Ridurre la componente alcolica ? Di più, bevanda al gusto di vino

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Alcuni giorni fa si era parlato di riduzione dell'alcol nel vino attraverso procedimenti enologici complessi come per esempio l'osmosi inversa. Avevano trattato l'argomento sia l'ottimo Aristide che il blog di casa Vino Pigro.
Se quei temi, sia pur noti, avevano suscitato diverse reazioni pur rimanendo nell'ambito di applicazione della produzione di vino, mi chiedo quale ulteriore emotività possa suscitare la notizia della bevanda al gusto di vino, appena appresa via Vinix.


Dall'annuncio :
"DeWi Rosato is an analcoholic drink made by selective removal of ethanol from the Montepulciano D'Abruzzo Cerasuolo (DOC).
The technology used to such purpose is the Reverse Osmosis operation that allows us to obtain, at room temperature, a not coloured permeate that contains all the alcohol contained in the wine and a retentate that contains all the polyiphenols, mineral salts and most of flavours of the Montepulciano d'Abruzzo Cerasuolo. To balance the organolectic imbalances obtained by ethanol removal, the retentate is additioned with Sucrose of sugar beet, Inulin and very little amounts of other natural flavours."

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Un'azienda Smart !

Consiglio ai produttori la lettura di quanto ha di recente pubblicato l'amico Fiorenzo Sartore a proposito del modo di proporsi di molte aziende attraverso la posta elettronica. Un proporsi che sotto Vinitaly spesso diviene così insistente da trasformarsi in informazione indesiderata, almeno per chi riceve contatti da svariate migliaia di aziende da tutta Italia. Il post di Fiorenzo, ricco di consigli anche tecnici su come ottimizzare l'utilizzo dell'email per lavoro, casca a fagiolo : proprio ieri, infatti, riflettevo su come una delle aziende registrate su Vinix avesse perfettamente interpretato il miglior utilizzo possibile di questo mezzo, sfruttando la nuova bacheca messaggi in tempo reale per pubblicare la propria collocazione a Vinitaly. Smart ! :-)

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Dove ho sbagliato?

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Chiarisco subito un concetto: non credo alla teoria strampalata che sta dietro alla biodinamica, ma ho una certa fiducia nella dedizione pratica dei coltivatori biodinamici, ed un grande apprezzamento per molti prodotti.

Ho letto sul sito di Emidio Pepe il disciplinare di produzione biodinamica Renaissance, che alcuni produttori hanno deciso di sottoscrivere. Niente di male! Anzi, il codice suddetto contiene molte cose interessanti (no trucioli, enzimi ecc.), ma anche cose che mi sembravano meritevoli di approfondimento critico, in quanto a mio avviso un po' zoppicanti.

Ho spedito dunque questa missiva a uno degli adepti (si può dire?) di cui mantengo anonimi i riferimenti:

Gentile Sig. XXX,
leggo sul sito di Emidio Pepe il disciplinare Renaissance, di cui Lei
risulta XXX.
Volevo a tal proposito farLe una domanda, e porLe una critica.

Cominciamo dalla critica.
L'affermazione che non è consentito "l'intervento termico volto a mutare
il naturale diagramma della temperatura del mosto" mi sembra in
contraddizione con l'affermazione che "la fermentazione (sia tumultuosa
che malolattica) deve avvenire spontaneamente in tini di legno, cemento
o acciaio inox".
Infatti l'utilizzo di contenitori in legno, cemento e inox, anche in
funzione della loro capacità, porta inevitabilmente a diagrammi di
temperatura completamente diversi; a questo punto c'è da domandarsi
quale sia il diagramma "naturale" di temperatura.

In quanto alla domanda invece, vorrei chiederLe come in zona XXX
conducete la difesa contro la flavescenza dorata, che non mi pare
possibile con le sostanze citate nel disciplinare.

Infine Le chiedo se posso rendere pubblica sul Blog
www.thewineblog.net/vino la presente lettera e la Sua eventuale
cortese risposta.

Cordialmente

Luca Risso

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TigullioVino.it Web Club, cronaca di un salvataggio

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Non c'è nulla di peggio del perseverare imperterriti quando ci si rende conto di aver intrapreso la strada sbagliata. Mi riferisco al vecchio Club di TigullioVino.it, almeno per le modalità con le quali era stato concepito. A fronte di centinaia e centinaia di operatori convenzionati in tutta Italia (e non solo), il Club poteva infatti contare solo su poche decine di iscritti come soci con tessera. Lo scarso numero di soci, unito ai rilevanti costi di gestione per la distribuzione di card plastificate personalizzate che puntualmente venivano ordinate e poi non pagate dai richiedenti mi ha fatto riflettere sull'opportunità di proseguire nell'iniziativa che era ormai divenuta solo ed esclusivamente un costo.

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Ma...la malolattica?

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Ho effettuato un piccolo sondaggio sulla fermentazione malolattica usando la piattaforma creata da Filippo Ronco VINIX.
Mi è sembrato un buon sistema per mettere alla prova le capacità di interazione di quello strumento, ed ho pertanto selezionato tutte le aziende vitivinicole piemontesi registrate (circa 99), le ho inserite nei miei contatti, e ho inviato loro il seguente messaggio:
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Gentile azienda,
Sto svolgendo un sondaggio mediante la piattaforma Vinix. I risultati di questo sondaggio saranno pubblicati in modo anonimo e aggregato (non sarà citata alcuna azienda) sul blog
www.thewineblog.net/vino

Si tratta di rispondere a tre semplici domande sulla fermentazione malolattica (fml)

1-Eseguite il controllo dell fml nell'elaborazione dei vs. vini rossi?
2-Se si, usate batteri lattici selezionati in funzione delle caratteristiche del vs. mosto?
3-Se si, programmate la fml prima o dopo l'inverno?

Cordialmente
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GarganEataly. AAA cercasi

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Ne hanno gia parlato con dovizia di commenti Antonio Tombolini e Filippo Ronco. Mi riferisco all'apertura a Torino di quello che viene definito il "supermercato dei prodotti enogastronomici di qualità", cioè Eataly, con l'alto patrocinio di Slow Food.

La novità, anzi una vera chicca per i consumatori genovesi, è che, come si può leggere a pagina 29 del Secolo XIX (ovvero il quotidiano genovese maggiormente letto) di Sabato 3 Febbraio, l'anello si è chiuso con il coinvolgimento nell'operazione anche della Velier di Luca e Paolo Gargano, selezionatori dei vini della tripla A, ovvero Artigiani, Artisti , Agricoltori.

Dice infatti Gargano sul giornale:
"Ho parlato con Oscar Farinetti (fondatore di Eataly) e ci siamo subito trovati in sintonia. Già oggi le nostre etichette AAA sono nel listino Eataly". E prosegue:
"Anche Genova avrà il suo grande magazzino del gusto, e sarà alla Stazione Marittima".

Nell'articolo vengono poi mostrati un Medall Blanc 2004 (Spagna) prodotto in 550 bottiglie, e un Tamazi Natroshvili 2005 (Georgia), vino fermentato in anfore e prodotto in circa 1000 bottiglie (per una rinfrescata in materia, prego leggere QUI).
Sinceramente penso che il giornalista abbia enfatizzato un po' troppo; oppure Gargano la ha sparata grossa. I vini AAA hanno davvero un volume di vendita tale da necessitare di un "grande magazzino"?

Luk

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