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Vino

VinoClic sponsor ufficiale di TigullioVino.it Meeting

VinoClic - Wine & Food Advertising Network

Finito di abbuffarvi ?
Tra focus mensile di TigullioVino.it e le solite 200 altre cose da fare, ho purtroppo trascorso quasi tutte le festività davanti al pc ma ho avuto il tempo per scolarmi uno strepitoso Pinot Nero Riserva 1998 di Laimburg che, sebbene ancora in fasce, è stato fonte di ristoro e gioia per mente e palato.
Ricordate la mia provocazione di qualche giorno fa dove tentavo di usare il blog per trovare uno sponsor per il meeting di giugno ? Non ne ho più scritto ma in effetti un'offerta concreta è arrivata, ben 1 kg di patate (quarantine) da parte di mio fratello Davide evidentemente intenerito dalla latitanza di sponsor.

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Altissimo Ceto

Da tempo desideravo spendere due parole su Claudio Sacco e sul suo blog Viaggiatore Gourmet alias Altissimo ceto. Il blog di Claudio ha sempre sollevato pareri contrastanti, sia su IDR (il newsgroup sui ristoranti da me proposto nel lontano 1999 e del quale conservo in parte le migliaia di recensioni ristoranti pubblicate) sia in molti altri luoghi della rete, segno che comunque è un blog che ha fatto e tutt'ora fa parlare di sé.

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Il vino dei blogger - Capitolo 5: la sintesi

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Dopo alcuni giorni di ritardo, dovuti agli impegni di molti blogger legati al passato Vinitaly, eccoci giunti alla fine di questa tappa.
Pensavo che non ci sarebbe stata storia a favore del Pinot Nero, e invece lo scontro è finito in perfetta parità: 6 a 6!!
Per quanto riguarda i vini Italiani solamente una bottiglia è risultata prodotta fuori dal Triveneto, segno evidente che queste terre sono unanimemente riconosciute come le più adatte alla coltivazione di questi vitigni, desiderosi di climi freschi.

Fiorenzo Sartore (Diario Enotecario) e Roberto Giuliani (Esalazioni Etiliche) hanno scelto senza esitazione il Pinot Nero Sant'Urbano Villa Barthenau di Hofstatter nei millesimi 2001 e 1995 rispettivamente. Pare che il vino sia piaciuto molto e siano volati punteggi vicini a 90/100.

Filippo Ronco invece ha due grandi amori; uno è il Pinot Nero Riserva Mazzon Gottardi 2002 (TigullioVino Weblog), con cui accompagna spesso i momenti più belli...

A Slawka G. Scarso la lunga persistenza retro olfattiva del Pinot Nero Selyet 2003 Laymburg (Nanopausa) ha ispirato un bel haiku, mentre a Joan Gòmez Pallarès l'AD FINES 2001 (De Vinis Cibisque) ha ricordato addirittura un grande Barolo.

Infine Pier Francesco Lisi ha scelto (naturalmente) un biologico Pinot Nero Magone 2003 Lazio IGT (Il Vino Biologico), che nonostante la latitudine e l'annata calda è risultato fresco, gradevole ed equilibrato.

Eccoci ora ai Merlottisti o Merlottiani che dir si voglia.

Alessandro Franceschini ha molto apprezzato il Vignalta Gemola 2003 e 1999 (Esalazioni Etiliche). Conosco anche io il vino in questione e mi trovo assolutamente d'accordo!

Max Cochetti con il suo Merlot del Piave Spezza 2004 Benotte delle Tezze (Wino), Tommaso Farina con il Piave Merlot Barollo 2003 (TommasoFarina.com) e Marco con il COF Merlot Riserva Antico Broilo (Imbottigliato all'origine) hanno invece segnalato alla mia attenzione un terzetto di bottiglie di cui occorre che mi metta in caccia, dato che anche a me il Merlot piace assaissimo. Nel mio caso ho assaggiato lo Schweizer 1994 di Franz Haas.

Il testimone per il capitolo 6 del Vino dei Blogger passa ora a Giampiero alias Aristide, che ha scelto a detta sua il miglior Merlot del Triveneto, ovvero quello prodotto da Angiolino Maule, annata 2003. Io gli credo, e voi?

Luk

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La comunicazione al contrario

Stamattina mi chiama la Publirama, la concessionaria di pubblicità che cura la vendita per il Secolo XIX.

Operatore : "Abbiamo visto che organizza una manifestazione a giugno e vorremmo proporle di dare visibilità alla stessa attraverso Il Secolo XIX".
Io : "La ringrazio molto per avermi contattato ma abbiamo già pianificato le attività di comunicazione e si svolgeranno esclusivamente online"
Operatore (stupito) : "Ma come, non crede che sarebbe importante comparire sul Secolo XIX ?"
Io : "Certo e confido che ciò accadrà dal punto di vista redazionale visto che la manifestazione non solo comincia ad avere un ruolo di rilievo a livello nazionale ma è di sicuro la più importante del settore che si svolge in Liguria..."
Operatore : "Mah, sa com'è - no non lo so ndr - acquistando pubblicità sul Il Secolo XIX sicuramente la sua manifestazione riceverebbe maggiore considerazione anche dal punto di vista redazionale..."
Io : "Ah, crede ? Mah le dirò, se non parlano di questa manifestazione nella loro terra sui loro giornali, i vostri giornalisti, contenti loro..."
Operatore : "Posso lasciarle comunque il mio numero di telefono ?"
Io : "Ma certamente, perché no, mi dica pure"

Ecco, la comunicazione al contrario.
Tu mi paghi e io parlo di te.
Ma il GIORNALISMO, quello vero, dove diavolo è finito ? C'è ancora qualcuno che lo fa seriamente ? Io se fossi un giornalista e se scrivessi di enogastronomia per Il Secolo XIX mi darei da fare per partecipare e recensire questa manifestazione - cosa che per altro è spesso accaduta anche in passato - che senso ha continuare con i vecchi modelli triti e ritriti, desueti, morti, defunti, sepolti del se tu dai qualcosa a me io do qualcosa a te ? Basta ! Se ti interessa ne parli se no no. Se ti interessa e ciò nonostante non ne parli, allora non c'è rimedio alla tua insipienza.

Tutto il contrario di VinoClic che vende SOLO tabellare e non mischia contenuti e pubblicità insomma.

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Vinitaly Post(traumatico)

Rieccomi, appena rientrato da Vinitaly con gli evidenti postumi di quella che può essere tranquillamente considerata LA fiera mondiale del vino. Lo stesso Terry Hughes, non nuovo ad eventi di grandi dimensioni, è rimasto sbalordito dalla nostra fiera nazionale. Andiamone fieri (della fiera), nel bene e nel male. Piedi frantumati a parte mi è sembrato un Vinitaly di ottimo livello, con i padiglioni estremamente curati - anche all'esterno finalmente - i primi due giorni rilassanti ed un casino misurato il sabato, poi - io - a casa. Non sarebbe male, a 'sto punto, prendere in considerazione l'ipotesi di tappeti mobili per spostarsi su e giu' per le vie esterne dei padiglioni, passare da un padiglione a inizio fiera ad un padiglione a fine fiera e viceversa non è proprio uno scherzo. Saluto tutti coloro che ho avuto il piacere di conoscere o reincontrare e mi scuso con chi proprio non ho fatto a tempo : giuro che non ho fatto altro che camminare per tre giorni, del mio meglio insomma.

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Vinitaly per noi (Liguri)

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Belìn ragazzi, lasciatemelo dire, non si fa così!

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Coop parade

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Mettiamo insieme una grande cooperativa, una grande cantina sociale e la Pasqua. Qual'è il risultato? Una bottiglia di Barolo a 9.50 euro. E poi dicono che il vino è sempre più caro! Certo, alcuni prodotti di fascia alta come il Fiano di Avellino possono costare qualcosa di più. Certo, 7.59 euro per il vino della Compagnia delle Vigne non sono pochi, ma ogni tanto qualche follia per le grandi etichette si può fare, no?

Luk

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Il vino dei Blogger - capitolo 5: Franz Haas Merlot Schweizer 94

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La mia scelta è capitata su un merlot, un po' per caso, attirato da una bottiglia curiosa che faceva capolino dallo scaffale di una enoteca, al prezzo non proprio economicissimo di 17 euro.
Si tratta del Merlot Schweizer 1994 di Franz Haas. Tale bottiglia non è stata più prodotta dall'azienda dal 1999 al 2002, mentre è commercializzata attualmente l'annata 2003.
Quando ho chiesto all'enotecaro se la bottiglia (che comincia ad avere i suoi 13 anni sulle spalle) era stata ben conservata, dal momento che spiccava ben ritta in uno scaffale illuminato, mi sono sentito rispondere "Certo! Pensi che qui non abbiamo nemmeno il riscaldamento!". Insomma, qualche dubbio sulla tenuta del vino lo avevo, anche perché il 1994 è stato tutt'altro che un grande millesimo in Italia; ma si sa, il sud Tirolo è autonomo anche nel clima!
E invece appena versato nel bicchiere quel merlot, da grande sfacciato, raccontava immediatamente e onestamente tutta la sua storia. Il colore si presentava infatti assolutamente integro nel suo rubino scuro ma brillante, senza cedimenti al granata e meno che meno all'aranciato. Al naso qualche nota un po' pungente, non di alcol dati i soli 13° (solforosa?), che però spariva subito per lasciare il campo ad un frutto maturo ma non cotto, fatto di ciliegia e prugna, e a una leggera speziatura di chiodi di garofano e pepe oramai ben amalgamata.
In bocca si spiegava la natura del vino, giocata essenzialmente su una acidità elevata che, essendo i tannini oramai levigati dal tempo, dominava la scena in modo un po' eccessivo. Anche la sufficiente persistenza era di natura prettamente "acida".
Un vino quindi frutto di una annata piccola, che il produttore ha saputo però elaborare al meglio dotando la bottiglia di una tenuta al tempo sorprendente.

Luk

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Incontrarsi a Vinitaly

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Tra un salto mortale e l'altro, per avere gli inviti cartacei del meeting pronti entro giovedì, stiamo arrivando all'appuntamento più frequentato dell'anno, Vinitaly che proprio giovedì mattina aprirà le sue porte ad alcune decine di migliaia di persone. Si può dire quel che si vuole ma Vinitaly, pur con tutti i suoi difetti, resta l'unico momento in cui è possibile incontrare contemporaneamente, quasi tutti i protagonisti del mondo del vino. Un momento di lavoro importante, sia per chi vende che per chi compra, sia per chi offre servizi e cura contatti e relazioni. Ho approntato una piccola sezione su TigullioVino.it con l'essenziale per arriavare in fiera ed orientarsi. L'agenda è molto fitta per tutti, io sarò in fiera da giovedì in tarda mattinata a sabato nel primo pomeriggio, periodo durante il quale chi vuole potrà rintracciarmi al 347 2119450.

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Come pota?

In questa stagione, attirati dalle prime belle giornate, incomincia la tradizionale processione degli appassionati presso i loro produttori del cuore, chi in cerca delle prime bottiglie di bianco appena prodotte, chi del vino sfuso da imbottigliare a casa, chi semplicemente dell'occasione per fare due chiacchiere con un vecchio amico.
Questo è anche il momento ideale per curiosare tra le vigne, che sono ancora prive di chioma e presentano le gemme appena sbocciate. E facile quindi per noi osservare come sono state potate le piante, e trarre immediatamente alcune utili informazioni sul tipo di filosofia produttiva che anima il nostro amico vignaiolo. Se infatti non è garantito che una vigna ben potata produca poi vino eccellente, è invece molto difficile che ciò avvenga nel caso di una vigna potata malamente o secondo un'ottica iper produttiva. Dopo aver letto questo post, quando andrete a comperare le vostre bottiglie in cantina, potrete a dire al produttore: "Non è un po' troppo lungo il tuo Guyot?".
Innazitutto contiamo quante gemme porta ciascuna pianta; quindi stimiamo a occhio qual'è la distanza tra i filari e tra le piante di ciascun filare nella vigna. Fatto? OK! Supponiamo che tali distanze siano (circa) 2m e 1m. Moltiplichiamo 2 per 1 e otteniamo (ovviamente) 2. Dividendo 10000 per 2 otteniamo 5000 che è il numero di piante per ettaro della vigna sotto "inchiesta". Entriamo ora un po' più in dettaglio nella potatura.

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